Anche la Sicilia ha la sua robiola che non ha nulla da invidiare alla popolare robiola di Roccaverano. Anzi, se il lavoro di valorizzazione e crescita della capra Girgentana svolto in questi anni dall’ Assessorato Regionale Agricoltura , in collaborazione con Slow Food e l’Associazione Regionale Allevatori della Sicilia, andrà a buon fine, si può certamente prefigurare un futuro roseo per il latte di capra dell’Agrigentino, e in particolare per la saporita e originale robiola, prodotta da un piccolo caseificio di Campobello di Licata.Per non far scomparire la razza della capra Girgentana, l’assessorato ha stimolato gli allevatori, puntando naturalmente alla crescita e al rilancio di vecchi e nuovi formaggi di capra, quali la caciotta e la robiola. Lo sviluppo del formaggio di capra, e quindi della robiola, prodotto fino a oggi in piccole quantità, è legato in maniera inevitabile alla crescita della capra Girgentana. La razza, un tempo, era diffusissima in tutta la Sicilia e in particolare in provincia di Agrigento, da dove ha preso il nome, ed era molto apprezzata per il suo latte, dal sapore dolce e molto digeribile.
Non a caso, intere generazioni sono cresciute con il latte caprino consegnato porta a porta dagli stessi caprai. L’espansione dei consumi di latte trattato termicamente provocò nel dopoguerra la crisi della capra Girgentana, ridotta oggi a circa 500 capi, allevati però con amorevole cura e con l’assistenza continua dei tecnici dell’Aras e delle autorità regionali. Non è utopia pensare a un progetto di rilancio e vera crescita della specie, valorizzando un formaggio come la robiola che ridia dignità economica agli allevatori con un incremento dei capi e con la nascita di altri caeseifici.A differenza di quella di Roccaverano, la robiola agrigentina è prodotta con latte di capra al 100% , fornendo un valido apporto per una alimentazione equilibrata. Possiede una maggiore digeribilità rispetto agli altri formaggi vaccini, una ridotta capacità allergenica, un elevato contenuto in calcio e sali minerali, un basso contenuto calorico e una notevole leggerezza. Alla luce dei consensi ricevuti dal formaggio agrigentino, nelle Langhe stanno pensando di riportare in vita la robiola di una volta, quella fatta esclusivamente di latte caprino: una versione “classica”, secondo tradizione, come già si sta facendo in provincia di Agrigento.
L’unico caseificio che produce la robiola girgentana si trova a Campobello di Licata. Una piccola azienda, messa in piedi nel 2005 da Giacomo Gatì, che oggi fattura poco più di 60 mila euro all’anno. È l’unico caseificio in Sicilia che lavora latte prodotto dalla capra Girgentana.
Gatì riceve richieste da tutta Italia, il suo è praticamente un prodotto di nicchia, ha un piccolo canale di distribuzione nazionale, mentre in Sicilia si occupa personalmente di portare la robiola e il latte ottenuto dalle sue capre ai vari rivenditori. A Milano fornisce anche un ristorante di proprietà degli stilisti Dolce e Gabbana. La struttura casearia agrigentina produce, ad oggi, circa 500 chili di formaggio al mese e, oltre alla robiola, commercializza caciotta fresca e caprino classico.




